
In Francia, la grande maggioranza dei furti in appartamento si verifica a pochi piani. Il piano terra e i primi due piani concentrano la maggior parte delle intrusioni, una realtà nota alle forze dell’ordine e agli assicuratori. Ma i dati recenti rivelano un secondo fronte: gli ultimi piani, presi di mira dai ladri che accedono dai tetti e dalle terrazze, soprattutto nelle grandi città. Questo doppio fenomeno ridisegna la mappa del rischio all’interno di un edificio.
Intrusioni dal tetto: la tendenza che le statistiche iniziano a documentare
I contenuti sui furti in appartamento si concentrano quasi sempre sull’opposizione tra piano terra e piani superiori. Tuttavia, i dati sul campo mostrano una recentissima progressione delle intrusioni dall’alto nelle metropoli francesi.
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I ladri che scalano fino all’ultimo piano sfruttano le terrazze, i tetti piani e gli accessi di servizio. Questo metodo richiede agilità, ma offre un vantaggio decisivo: i residenti degli ultimi piani chiudono meno spesso le finestre e le porte finestre, convinti che l’altezza li protegga.
Questo modus operandi rimane minoritario in volume rispetto alle effrazioni al piano terra. Tuttavia, sta progredendo a tal punto che diverse fonti specializzate lo segnalano come un’area cieca della prevenzione. Analizzando le statistiche sui furti in base al piano, si osserva che il rischio non diminuisce in modo lineare man mano che si sale in un edificio.
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Piano terra e piani bassi: perché il rischio di furto rimane il più elevato
Il piano terra, il primo e il secondo piano formano quello che alcuni professionisti della sicurezza chiamano il “coronamento basso” di un edificio. È qui che la maggior parte dei furti in appartamento si concentra.
Le ragioni sono legate alla logistica dell’effrazione. Un ladro privilegia sempre la rapidità di fuga. Al piano terra, l’accesso tramite una finestra o un balcone richiede pochi secondi, e l’uscita è immediata. Ai primi e secondi piani, le grondaie, i balconi adiacenti e gli alberi vicini alla facciata offrono punti di arrampicata accessibili senza attrezzatura.
Le finestre, primo punto di penetrabilità
Negli alloggi situati nei piani bassi, le finestre e le porte finestre costituiscono il punto d’ingresso principale. Persiane leggere, vetri semplici, finestre socchiuse durante il giorno: tutte queste vulnerabilità vengono sfruttate in pochi minuti. La porta d’ingresso arriva solo in secondo luogo nei modi operativi registrati per questi livelli.
Le case unifamiliari condividono questa vulnerabilità. Esse accumulano un numero elevato di aperture a livello del suolo e accessi spesso meno sorvegliati (giardino, garage attiguo). I dati disponibili confermano che le case vengono rubate più frequentemente degli appartamenti, a parità di condizioni.
Piani intermedi e controllo degli accessi: il fattore che cambia tutto
I piani intermedi (dal terzo al quinto circa) mostrano un rischio statisticamente più basso. Ma questa protezione relativa dipende da un parametro raramente isolato negli articoli generalisti: la presenza o l’assenza di un controllo degli accessi all’edificio.
In un edificio recente dotato di un codice d’accesso, di un citofono e di un sistema di videosorveglianza all’ingresso, la differenza di rischio tra il piano terra e il quarto piano è marcata. Il ladro deve superare diversi ostacoli prima di raggiungere la porta dell’appartamento.
D’altra parte, negli edifici antichi privi di un sistema di controllo degli accessi, questa differenza si riduce notevolmente. Un atrio aperto o una porta d’ingresso danneggiata offre accesso libero a tutti i pianerottoli. Il ladro può salire senza essere visto né rallentato, il che rende i piani intermedi quasi altrettanto esposti quanto il piano terra.
- Edificio con controllo degli accessi moderno: il rischio diminuisce significativamente a partire dal terzo piano, poiché ogni barriera (codice d’accesso, citofono, telecamera) allunga il tempo di esposizione del ladro.
- Edificio antico senza controllo degli accessi: la differenza di rischio tra i livelli si annulla, l’atrio aperto offre un accesso diretto a tutti i pianerottoli.
- Edificio con parcheggio sotterraneo comunicante: un accesso spesso trascurato, che consente di aggirare completamente il controllo degli accessi principale.

Assicurazione abitativa e piano: una griglia di rischio che pesa sulle garanzie furto
Negli ultimi anni, diversi assicuratori hanno integrato il piano dell’alloggio nei loro criteri di valutazione del rischio furto. Questa evoluzione ha conseguenze concrete sui contratti di assicurazione abitativa.
Guide assicurative recenti, in particolare quella di Generali, menzionano che gli appartamenti al piano terra o al primo piano devono disporre di protezioni rinforzate per beneficiare delle migliori condizioni di garanzia. Sbarre alle finestre, vetri anti-effrazione, persiane sicure: senza questi dispositivi, alcune aperture possono essere soggette a esclusioni parziali o franchigie maggiorate.
Ciò che gli assicuratori considerano in pratica
La griglia interna di un assicuratore combina diversi parametri oltre al solo piano:
- Tipo di serratura sulla porta d’ingresso (certificazione A2P o equivalente).
- Presenza di persiane o sbarre sulle aperture accessibili dall’esterno.
- Esistenza di un sistema di allarme o di videosorveglianza, che può ridurre il premio.
- Localizzazione geografica dell’alloggio (le zone urbane dense presentano un rischio statistico più elevato).
Per un inquilino o un proprietario al piano terra, ignorare questi requisiti significa pagare un’assicurazione che coprirà male in caso di sinistro. Verificare le clausole di protezione fisica richieste dal proprio contratto prima di un furto evita delusioni al momento della dichiarazione.
I dati disponibili non consentono di quantificare precisamente la differenza di premio tra un piano terra e un quinto piano, poiché ogni assicuratore applica il proprio peso. Il principio rimane costante: più l’alloggio è accessibile dall’esterno, maggiori sono le esigenze di sicurezza fisica per mantenere una copertura completa.
Il rischio di furto in edificio non si riassume a una semplice opposizione tra piani bassi e alti. Si gioca su tre fronti (piani bassi, ultimi piani, piani intermedi poco sicuri) e dipende tanto dall’equipaggiamento dell’edificio quanto dall’altezza dell’alloggio. Gli assicuratori l’hanno compreso prima della maggior parte dei residenti.